Totorecensione: 7×20 diamanti, gemelle e ARIA di fine

Cari Liars,

Ho iniziato a guardare Pretty Little Liars non appena debuttò su Abc Family nell’estate del 2010, ero sicuramente impegnato nella visione di alcuni show più “maturi”, e questa serie mi è subito sembrata una ventata trash di aria fresca. Ed è proprio qui la chiave di lettura dell’intero show: Pretty Little Liars non è Twin Peaks, Marlene King non ha l’intelligenza artistica di David Lynch che ti piazza “Thenody to the Victims of Hiroshima” in una sequenza che utilizza i visuals per dieci minuti buoni. Per questo non riesco a rimanere deluso da una rivelazione o da una scoperta o dalla mancanza di risposte. 

Non ho mai preso Pretty Little Liars troppo sul serio. E non ho mai cercato di fare ipotesi sensate. Nonostante tutti parlassero della “gemella di Spencer” e io stesso lo sospettai, non mi sono mai veramente messo a guardare gli indizi o a percepire questo o quel dettaglio, semplicemente perché sapevo che non sarebbe servito a niente. Se semplicemente pensiamo alla scoperta di Cece/Charlotte: nell’episodio 5×25 ci era stato mostrato Charles come un omone con le spallone ed alto come Spencer, nella 6×10 scopriamo che si tratta di una ragazza poco più alta di Aria. Una serie che affonda le sue radici nei misteri dovrebbe avere più accortezza in alcuni dettagli e in alcune svolte della trama che poi andranno a comporre i pezzi del puzzle. Diciamo che Pretty Little Liars ha piazzato dei misteri fini a se stessi, che non hanno mai avuto veramente una logica nel grande disegno, se non quello di intrattenere.

Quindi io sono un po’ lontano dal leit motiv del “oh mio Dio, Marlene ci ha mentito.” Ma cosa vi aspettavate da una tizia che per giustificare plot holes e incongruenze nella timeline ha risposto “neanche i Simpson invecchiano.”?

Troppe persone hanno preso la Writers Room di Pretty Little Liars per quella di Lost o Breaking Bad. Semplicemente non lo era e l’unico modo per godersi questo show, e per non restare delusi dal finale, era prenderlo per quello che è: un teen mystery da intrattenimento trash (involontario). Sì, perché in realtà Marlene pensa di essere geniale (ed io per questo un po’ l’ammiro).

Partiamo dalla cosa più assurda del finale: Alex che preferisce Toby a Wren. No, ok, dovevamo sciogliere un po’ la tensione. Non ci sorprende che la grande rivelazione sia un espediente narrativo da soap opera, Spencer ha una gemella con un Fake British Accent.

Una gemella Americana e una Inglese. Praticamente è la trama di Genitori in Trappola con Lindsay Lohan. Troian è stata veramente brava a distinguere i due personaggi e a trovare qualcosa di nuovo da dare ad Alex, che tra l’altro è il cattivo più psicopatico dello show.

Ma apriamo un attimo la parentesi accento (che tutti osannano (o meglio, tutti coloro che non sono madrelingua British, e che io da antipatico devo bocciare): non era un buon British Accent, Troian ha provato a scimmiottare un’Essex Girl, ma il risultato è stato un po’ buffo e sopra le righe.

La storia della gemella può essere assurda in un mondo in cui la sospensione dell’incredulità è nulla. Ma qui ci troviamo in uno show in cui esistono ologrammi, cellulari che prendono fuoco da soli, giochi che neanche nel 2050, insomma Marlene ha un senso dello sviluppo tecnologico non molto accurato.

Ciò che mi è piaciuto di Alex è stato il fatto che non sia una villain con una soglia di redenzione. Mentre con Mona e Charlotte almeno ci avevano fatto credere che ci fossero possibilità di una buona ripresa, Alex è l'”A” più spietata della serie… e quella disposta a puntare più in alto. Insomma, ha trasformato il povero Wren in un diamante e per colpa sua ogni volta che sentirò Diamonds di Rihanna penserò a questa storia.

Poteva andarci peggio comunque. La gemella poteva averla Emily. Dare a Troian l’arduo compito è stata una scelta sensata.

Se il confronto tra gemelle mi è piaciuto, non ho amato la risoluzione da “nuova dollhouse” (ma quanti soldi e strutture hanno a Rosewood?) e Toby che capisce chi è la vera Spencer tramite una poesia. Insomma, hai testato la sua salamandra due volte e non ti sei accorto di niente, ma una poesia cambia tutto. E non ho neanche apprezzato la reazione delle Liars alla notizia di una nuova gemella:

“Hey, mi sa che Spencer ha una gemella.”

“Uhm. Okay. Che facciamo a cena?”

Ma è coerentemente trash con l’andazzo della serie.

Per fortuna, comunque, che esiste Jenna.

Un’altra cosa che ho poco apprezzato è l’orgione di ships. Tutti hanno fatto sesso nello stesso momento come se pensassero che non avrebbero mai più rivisto un pene o una vagina. Che cosa hanno spruzzato nell’aria di Rosewood?

Tra l’altro, in quanto a ship, gli endgame sono stati abbastanza scontati, anche se apprezzati: Hanna e Caleb hanno passato l’episodio a discutere riguardo Mona, Alison ed Emily sono sembrate la coppia più solida, Ezra ed Aria finalmente hanno avuto una sorta di crescita emotiva. Ma è bello avere delle certezze: Aria che si veste di merda anche il giorno delle sue nozze, l’ho preso come omaggio al suo stile (anche se probabilmente era totalmente non voluto).

Il finale più soddisfacente, nella sua triste realtà, è stato quello di Mona che ha terminato la serie come l’aveva iniziata, ma con un qualcosa in più. Lei è ancora A. E per essere felice deve continuare ad avere quel tipo di controllo. Tematicamente, è stata la storyline più soddisfacente.

Come ho trovato “adatto” non dare un happy ending a Spencer e Toby nell’immediato, avrebbe totalmente annullato ciò che è successo nel finale di serie.

Lo show ha provato ad autocitarsi e a strizzare l’occhio ad episodi passati: pensiamo alle mamme delle Liars rinchiuse nello scantinato, al cameo di Marlene o alla stessa nuova dollhouse. Ed ha provato anche a chiudere il cerchio terminando con l’opening del pilot “rivisitato.” Sarebbe stato fantastico… se la scena non fosse stata praticamente identica e con le stesse frasi. Sarebbe stato bello terminare con quell’omaggio (e con la scomparsa di Addison), ma con un diverso twist.

Io, come sempre, non sono assolutista con Pretty Little Liars. Se questo fosse stato il finale di Twin Peaks o di Lost sarei a pezzi. Ma non lo è stato. Questo finale è stato in linea con ciò che è stata la serie: non voglio neanche dire che non si possa essere delusi o che sia stato un finale pienamente soddisfacente, mentirei. Voglio prendere il meglio di questa serie: il senso di unione delle Liars, l’intrattenimento, le trovate grottesche degli autori e la capacità di creare attesa.

Cosa mi resterà di Pretty Little Liars? Probabilmente le volte in cui ha rivelato A e non era davvero A, le volte in cui ha ucciso dei personaggi e non erano davvero morti, i Flash Mob, i fischietti, Aria Kung Fu, sei stagioni al liceo quando negli USA sono 4 anni e loro hanno iniziato al sophomore, la timeline che non ha assolutamente senso, 3 stagioni ambientate in due settimane e poi si torna indietro nel tempo, cellulari che prendono fuoco da soli. Pretty Little Liars è stato anche questo e probabilmente ci è piaciuto anche per questo. Non è uno show che ha avuto la capacità di essere coerente o di avere uno script e delle storyline che avessero molto senso, ma è una serie che ci ha intrattenuto, tanto, che ci ha fatto volere bene a dei personaggi e che ha sicuramente fatto TANTO parlare di sé.

Grazie per aver seguito le Totorecensioni in questi anni.

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